Procedimenti disciplinari, uno strumento diventato sistema ordinario

Da tempo, la scrivente OO.SS, ha segnalato che il ricorso ai procedimenti disciplinari ha superato ogni limite di ragionevolezza e proporzionalità. Quello che dovrebbe rappresentare uno strumento eccezionale è diventato una prassi ordinaria, utilizzata in modo sistematico e indiscriminato, fino ad arrivare alla contestazione di fatti marginali, superflui e del tutto ininfluenti.

Giorno dopo giorno assistiamo all’apertura di procedimenti disciplinari nei confronti di Lavoratori di ogni ruolo e mansione, senza alcuna distinzione: responsabili di recapito, capisquadra, portalettere, mq, personale di staff, sportellisti, consulenti e direttori di ufficio postale. Nessuna struttura risulta risparmiata: tutte le realtà operative sono colpite, chi più chi meno.

Ci chiediamo allora quale sia la vera causa di questa escalation. È davvero credibile che tutti i Lavoratori sbaglino continuamente? Oppure siamo di fronte a un sistema che ha trasformato il procedimento disciplinare in uno strumento ordinario di gestione e pressione sul personale?

Senza voler essere presuntuosi, riteniamo che le troppe direttive, spesso contraddittorie tra loro, stridano con la realtà operativa quotidiana. In un contesto così confuso e incoerente diventa inevitabile che ognuno, pur cercando di fare il proprio lavoro al meglio, finisca per commettere errori.

Tutto questo sta inoltre determinando una crescente disaffezione nei confronti dell’Azienda. Sempre più spesso, infatti, l’organizzazione del lavoro si fonda su “comandi” verbali, impartiti giorno per giorno, che sostituiscono di fatto procedure chiare e formalizzate.

Comandi che, nella maggior parte dei casi, non trovano riscontro nei manuali operativi e nelle regole ufficiali, esponendo i Lavoratori a gravi responsabilità e a successive contestazioni disciplinari.

Nonostante le numerose segnalazioni e gli interventi anche da parte delle Segreterie regionale e nazionale, nulla è cambiato. Il messaggio che passa è chiaro e inaccettabile: il procedimento disciplinare non è più l’eccezione, ma uno strumento di lavoro.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Il clima nei luoghi di lavoro è ormai pesante e deteriorato. I Lavoratori sono stanchi, demotivati e sottoposti a una pressione costante.

I sistemi di controllo non vengono più percepiti come strumenti di miglioramento, ma come mezzi punitivi, con un aumento concreto dei rischi operativi giorno dopo giorno.

A tutto questo si aggiungono anche conseguenze evidenti che espongono i Lavoratori al rischio di sanzioni anche su aspetti delicati. Le ricadute, infatti, non sono solo disciplinari ma anche economiche, incidendo pesantemente su premi, sistemi incentivanti e su ogni forma di riconoscimento.

Non va infine sottovalutato l’impatto mentale e psicologico, che risulta devastante per i singoli Lavoratori e per l’intera categoria. Ogni procedimento disciplinare rappresenta una ferita, una fonte di stress e di insicurezza che mina la dignità del lavoro e la serenità delle persone.

Riteniamo non più rinviabile una svolta netta e immediata. È necessario fermare questa deriva e ripristinare un sistema fondato sul rispetto, sulla proporzionalità e sulle tutele, che garantisca qualità del servizio e condizioni di lavoro sostenibili.

Come OO.SS continueremo a vigilare e ad intervenire con determinazione affinché venga ristabilito un clima di corrette relazioni, di fiducia e di rispetto dei Lavoratori, che non possono e non devono essere gestiti attraverso la repressione.

Catania, 22/01/2026

Il Segretario Provinciale
Slp Cisl Catania

Coordinamento Provinciale
Quadri Slp Cisl Catania


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