Criticità persistenti al recapito. Chiediamo risposte concrete

Continuiamo a denunciare una situazione che, nonostante le numerose segnalazioni effettuate nel tempo, non registra alcun miglioramento concreto.

Purtroppo nulla è cambiato rispetto alle anomalie più volte evidenziate:
– ritardi nell’arrivo del prodotto;
– assenza di una programmazione efficace dei flussi;
– continua “miscelazione” delle lavorazioni;
– difficoltà nel garantire una puntuale uscita dei portalettere;
– carenza di indicazioni operative chiare per la gestione delle emergenze produttive.

La realtà quotidiana dei Centri di Distribuzione dimostra che al recapito non è più possibile programmare il lavoro. Ci si trova a gestire giornate caratterizzate da arrivi eccezionalmente elevati di prodotti ADER e di altre tipologie di corrispondenza e pacchi, alternate ad altre con volumi nettamente inferiori. Il flusso di prodotto non è più prevedibile; sono migliaia i prodotti in arrivo ed in giacenza nei centri per cui è difficile, nel bel mezzo delle ferie estive, organizzarne al meglio la distribuzione.

Ricordiamo che i tagli delle zone effettuati negli ultimi anni non contemplavano l’attuale incremento dei volumi pacchi. Eppure, sempre più frequentemente, l’enorme quantità di prodotto in
arrivo alla Rete Corriere viene trasferita ai Centri di Distribuzione di competenza, aggravando ulteriormente una situazione già critica.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti:
– volumi sempre più elevati;
– personale sempre meno numeroso;
– zone di recapito sempre più estese;
– lavorazioni che diventano umanamente impossibili da azzerare;
– linee mercato sempre più cariche di prodotto;
– linee business ormai al collasso;
giacenze che aumentano e difficoltà crescenti nella gestione quotidiana.

Ci sono linee che risultano ormai strapiene di prodotto, con accumuli che rendono sempre più complicata la normale attività di recapito e che alimentano un circolo vizioso destinato a peggiorare ulteriormente se non verranno adottate soluzioni concrete.

A questo punto poniamo una domanda semplice ma fondamentale:
Chi deve recapitare le migliaia di invii ADER che arrivano nei Centri? Quando devono essere recapitati? E soprattutto, come? Ad oggi non registriamo risposte chiare né linee guida operative adeguate.

Ancora una volta, tutta la responsabilità organizzativa viene scaricata sugli staff dei Centri e, inevitabilmente, sui portalettere, con il rischio concreto che si generino continue sollecitazioni e pressioni nei confronti dei lavoratori chiamati a fronteggiare situazioni che non dipendono certamente dalla loro volontà o dal loro impegno. Ebbene sì, questo sta accadendo.

La cosa che lascia maggiormente perplessi è che tutti sembrano concordare sull’esistenza del problema e sulla gravità della situazione, ma allo stesso tempo nessuno assume decisioni concrete per affrontarlo e risolverlo.

Da tempo vengono avanzate richieste di revisione e riequilibrio delle zone che, ad oggi, non risultano adeguatamente considerate, nonostante le profonde trasformazioni intervenute nei volumi e
nelle tipologie di prodotto da recapitare.

E, per finire, ma probabilmente siamo soltanto all’inizio, nulla cambia neanche al CS, dove continuano a permanere criticità operative e organizzative già più volte rappresentate e denunciate dal Sindacato.
L’Slp Cisl ritiene non più rinviabile un intervento dell’Azienda che definisca procedure, priorità operative e strumenti adeguati per la gestione dei picchi di lavorazione, evitando che inefficienze organizzative continuino a ricadere esclusivamente sui lavoratori del recapito.

I portalettere hanno sempre dimostrato senso di responsabilità, disponibilità e professionalità. Adesso è l’organizzazione del lavoro che deve fare la propria parte.

Catania, lì 16/06/2026
Il Segretario Provinciale
Grasso Carlotta


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