Criticità applicative della COI n. 33/2026 – Adeguata verifica su prodotti di investimento e ricadute sui lavoratori

La scrivente OO.SS, in seguito alle numerose richieste da parte dei Lavoratori interessati, intende esprimere forte preoccupazione in merito alla recente COI n. 33 del 26/02/2026, relativa agli adempimenti di Adeguata Verifica per i prodotti di investimento, che sostituisce la precedente COI 75/2022.

Dalla lettura del documento emergono numerose criticità operative e organizzative che, ancora una volta, rischiano di scaricare sui Lavoratori, nello specifico Consulenti e Direttori di Ufficio Postale, responsabilità improprie e non coerenti con il loro ruolo professionale.

In particolare, la nuova disposizione prevede che venga valutata la coerenza dell’investimento rispetto al profilo soggettivo, alla capacità reddituale, patrimoniale e di risparmio del cliente, indipendentemente dall’importo dell’operazione, richiedendo, in presenza di dubbi, l’acquisizione di documentazione atta a dimostrare l’origine della provvista.

Tale previsione presenta diverse problematiche.

1. Trasferimento improprio di responsabilità
La normativa interna sembra attribuire a Consulenti e Direttori funzioni di fatto assimilabili a quelle di organi ispettivi o investigativi, imponendo valutazioni approfondite sulla coerenza patrimoniale complessiva del cliente. Consapevoli che si tratta di un adempimento di Legge, riteniamo opportuno che l’Azienda prima di applicare una tale disposizione, fornisca adeguata formazione e tutti i chiarimenti del caso ai Lavoratori.

È evidente che i lavoratori degli Uffici Postali:
• non sono ispettori,
• non sono organi investigativi,
non dispongono delle competenze tecniche né degli strumenti informativi necessari per svolgere verifiche patrimoniali così complesse.

Attività di questo tipo richiedono competenze specialistiche e strumenti di analisi che normalmente appartengono alle strutture centrali di controllo o agli organi istituzionali preposti, e non possono essere demandate alla responsabilità individuale di lavoratori impegnati nella normale attività commerciale e di sportello di un ufficio postale.

2. Ambiguità e ampiezza delle verifiche richieste
La COI introduce verifiche estremamente ampie e interpretabili, richiedendo di documentare l’origine della provvista attraverso atti notarili, dichiarazioni dei redditi, documentazione societaria, estratti conto o altre evidenze documentali.

Nella pratica operativa ciò comporta:
• valutazioni fortemente discrezionali.
• difficoltà nel definire criteri oggettivi di coerenza.
• rischio concreto di contestazioni successive a carico dei Lavoratori.

La situazione risulta ulteriormente aggravata dal fatto che la funzione Antiriciclaggio può richiedere verifiche sulla coerenza del patrimonio complessivo del cliente anche in
assenza di operatività recente, con possibilità di acquisizione documentale retrospettiva.

Ciò, di fatto, introduce obblighi potenzialmente senza limiti temporali, rendendo l’attività difficilmente gestibile a livello operativo.

3. Impatto sulla relazione con la clientela e criticità privacy
Le disposizioni prevedono richieste documentali estremamente invasive, che possono generare forti tensioni nel rapporto con la clientela. A titolo esemplificativo, risultano di difficile gestione situazioni quotidiane quali:
• somme ricevute in contanti come regalo per compleanni, lauree, matrimoni o
altri eventi familiari;
• trasferimenti di denaro tra familiari;
• risparmi accumulati nel tempo senza tracciabilità immediata.

In tali casi quale documentazione dovrebbe essere richiesta al cliente? Il rischio concreto è quello di entrare in ambiti sensibili anche sotto il profilo della privacy, esponendo i Lavoratori a contestazioni o conflitti con l’utenza.

4. Aggravio operativo e responsabilità individuali
La procedura introduce inoltre ulteriori passaggi operativi (pratica PEAV, raccolta documentale, archiviazione decennale), con un notevole aggravio burocratico a carico degli Uffici Postali e dei Lavoratori.

Ancora una volta si assiste a un modello organizzativo in cui:
gli obblighi aumentano,
• le responsabilità ricadono sui Lavoratori,
• gli strumenti operativi e le tutele rimangono insufficienti.

5. Necessità di chiarimenti e revisione delle disposizioni
Alla luce di quanto sopra esposto, la scrivente OO.SS ritiene necessario:
• chiarire urgentemente i tanti temi “dubbi” sulla reale applicabilità della COI 33/2026;
• definire limiti chiari e oggettivi alle responsabilità dei Lavoratori;
• fornire formazione specialistica adeguata, oggi assente;
• introdurre strumenti informatici automatizzati e procedure centralizzate che sollevino i Lavoratori da valutazioni patrimoniali improprie, frutto della propria discrezionalità.
• chiarire i limiti temporali delle verifiche sull’origine della provvista;
• definire linee guida operative per i casi più frequenti nella normale vita familiare e sociale delle persone.

Senza tali interventi, il rischio concreto è quello di creare un contesto operativo insostenibile, nel quale sottoscrivere un prodotto di investimento possa diventare, paradossalmente, un fattore di rischio professionale per i lavoratori.

In attesa di un tempestivo volto a individuare soluzioni che garantiscano il rispetto della normativa senza scaricare sui Lavoratori responsabilità improprie.

Catania, lì 05/03/2026

Il Segretario Provinciale
Slp Cisl Catania
Chiara Carlotta Grasso


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