Il progetto Rete Corriere nasce con ambizioni importanti: modernizzare il servizio, renderlo più efficiente, proiettarlo verso le sfide future del mercato della logistica e dell’e-commerce. Un’impostazione che, in linea teorica, condividiamo e che abbiamo scelto di valutare con senso di responsabilità, attendendo alcuni mesi dall’avvio operativo prima di esprimere un giudizio complessivo.
L’Slp Cisl ha, per sua natura, un duplice obiettivo: sostenere i processi di innovazione che creano valore e futuro, ma allo stesso tempo difendere il lavoro, la dignità e la sicurezza dei Lavoratori.
Dopo una fase di osservazione ed assemblee svolte nei luoghi di lavoro insieme ai Lavoratori, siamo costretti a denunciare una situazione che presenta criticità strutturali non più ignorabili.
Le principali criticità riscontrate riguardano l’inadeguatezza logistica e carenze strutturali. I locali attualmente utilizzati risultano palesemente improvvisati e insufficienti per ospitare 80 Lavoratori. Tra l’altro, condividono gli stessi locali anche i circa 40 Lavoratori del Recapito Ferrari, con ovvie ripercussioni persino sull’utilizzo dei servizi igienici, insufficienti. Gli spazi angusti compromettono l’organizzazione delle operazioni quotidiane e, soprattutto, pongono seri interrogativi sulla sicurezza. Manca una sede adeguata e funzionale, con dotazioni minime quali: armadietti personali, scrivanie operative e uffici per la gestione del materiale. Inoltre, i continui spostamenti all’interno del magazzino rallentano il lavoro e aumentano i rischi.
Carenze della flotta e delle dotazioni hardware – Si registra una cronica insufficienza di mezzi adeguati. In più occasioni, furgoni idonei al servizio (come lo Scudo), vengono sostituiti da autovetture non coerenti con il carico di lavoro (come la Panda). Anche sul fronte tecnologico si riscontrano gravi carenze: numero insufficiente di palmari dispositivi obsoleti o malfunzionanti assenza di strumenti di riserva in caso di guasto. Un progetto che punta sull’innovazione non può poggiare su strumenti “vintage”.
Disfunzioni del Centro di Smistamento (CS) e ritardi operativi – Il mancato rispetto degli orari di ingresso per l’avvio della pre-gita è dovuto ai ritardi nella chiusura delle “Wave” da parte del CS. Nonostante l’inizio turno alle 11:30, la consegna effettiva del materiale avviene spesso tra le 12:30 e le 13:00 e, a volte, anche più tardi. Questo comprime drasticamente i tempi di recapito, scaricando sui lavoratori inefficienze generate a monte della filiera.
Mancanza di armonizzazione dei flussi tra le linee, come previsto da accordo e l’affido del prodotto ai tabaccai che avviene in maniera confusa, alcuni pezzi in sacchi, ed in modo disordinato.
Errori di caricamento e inefficienza del software – Sono frequenti: disallineamenti tra pacchi fisici e dati sul palmare, errori nell’assegnazione delle zone e distribuzione non corretta dei flussi. Il software del palmare risulta poco performante: continui ricalcoli del percorso sottraggono minuti preziosi a ogni consegna, mentre la gestione dei Recapiti Non Tentati (RNT) è eccessivamente complessa.
Carichi di lavoro insostenibili – I volumi sono aumentati in maniera esponenziale. I 25 minuti previsti per la fase preparatoria sono del tutto insufficienti, soprattutto considerando la necessità di verificare manualmente i pacchi per correggere errori di sistema. Le tempistiche imposte risultano irrealistiche rispetto alla capacità operativa concreta.
Anomalie amministrative ed economiche – È stata segnalata, per la stragrande maggioranza del personale, la mancata corresponsione di straordinari e abbinamenti relativi ai mesi di novembre e dicembre nel cedolino di gennaio. Una situazione inaccettabile che mina ulteriormente la fiducia dei lavoratori.
Il nodo centrale è chiaro: non possono essere i Lavoratori a pagare per le falle del sistema. Le disfunzioni organizzative stanno generando, paradossalmente, procedimenti disciplinari nei confronti dei Lavoratori, anche in casi riconducibili a malfunzionamenti del sistema (come la riapparizione di pacchi già segnalati come mancanti). Questo è inaccettabile. Se il Centro di Smistamento non funziona correttamente, a cascata non funziona il recapito e non può funzionare l’intera Rete Corriere.
Un progetto industriale ambizioso non può essere scaricato sulla pelle dei Lavoratori. Innovazione non significa compressione dei diritti, aumento dei carichi o precarizzazione delle condizioni operative.
Noi crediamo in una Rete Corriere che sia: moderna efficiente tecnologicamente avanzata sostenibile sul piano umano e occupazionale. Senza il rispetto delle Persone che ogni giorno garantiscono il servizio, nessuna riforma potrà dirsi realmente riuscita. Chiediamo un intervento urgente e strutturale che preveda: rafforzamento dell’organico, stimato in almeno un +25% rispetto all’attuale forza lavoro. Adeguamento immediato degli spazi logistici e delle condizioni di sicurezza. Potenziamento della flotta mezzi. Revisione e aggiornamento del software dei palmari. Maggiore flessibilità organizzativa per assorbire i ritardi fisiologici della catena logistica.
Regolarizzazione immediata delle spettanze economiche arretrate e stop ai procedimenti disciplinari riconducibili a malfunzionamenti del sistema. Siamo pronti al confronto, ma non accetteremo che un progetto nato per guardare al futuro si trasformi in un arretramento delle condizioni di lavoro. La Rete Corriere deve poggiare su basi solide: organizzazione, investimenti, rispetto.
Senza questi pilastri, non esiste modernizzazione, ma solo scarico di responsabilità.
Catania, lì 26/02/2026
Il Segretario Provinciale
Grasso Carlotta





