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Nuova riorganizzazione CS in forte criticità

Poste Italiane, Catania: caos al recapito

Ad un mese dall’implementazione del nuovo modello di Recapito riferito alle lavorazioni interne, non possiamo non rilevare talune gravi carenze di tipo operativo ed organizzativo che stanno mettendo in forte difficoltà le scarse risorse coinvolte che compromette, per converso, il regolare andamento del servizio.

In questa occasione la struttura interessata è il CS di Catania, Centro Logistico Accentrante altamente strategico e determinante dell’intera filiera nell’ambito di riferimento.

In premessa occorre sottolineare che, al momento, i CD le cui lavorazioni interne sono arretrate al CS di cui trattasi rappresentano solo una parte rispetto a quelli che via via si andranno a implementare nel breve e medio termine e la qual cosa desta non poche preoccupazioni.

Per entrare subito nel merito, sta assumendo i contorni di una vera e propria criticità la distanza che intercorre tra i Reparti di Posta Registrata e di Ricevimento e Invio (Reparti ove confluisce in “mix” tutto il prodotto) e il Reparto Città e Arretramento dove poi sarà smistato per i CD.

Per coprire tale distanza, considerando le grandi masse di prodotto da trasportare, è necessario l’utilizzo di furgoni e per conseguenza degli addetti autorizzati alla guida. Tuttavia ciò non avviene in quanto, il più delle volte, non essendoci disponibilità di autisti (Reparto Trasporti in forte carenza di risorse) finisce che a sopperire sono gli Operatori dei Reparti che, seppur non autorizzati, si ritrovano costretti a guidare i mezzi, caricandosi di responsabilità non dovute con il “complice” e scorretto silenzio dell’azienda.

Oggettiva mancanza degli strumenti indispensabili per le procedure di lavorazione, in particolare risultano introvabili carrelli e cestine. La problematica è da tempo ben nota all’azienda e dispiace ritrovarci ad evidenziare anche gli aspetti che, apparentemente, dovrebbero essere di facile soluzione. Si costringono gli Operatori quasi a “rubarsi” l’un con l’altro i pochi strumenti disponibili la cui inammissibile carenza, tra l’altro, mette gravemente a rischio la sicurezza stessa dei lavoratori.

Il Reparto Arretramento non pare avere un preciso fabbisogno di Operatori da applicare o, se c’è, non ne siamo a conoscenza. Certo è che non sono mai sufficienti alle necessità. Costoro devono procedere allo scarico del prodotto e allo smistamento in prima fase dei sacchi, “pescati” a caso dai cumuli ammucchiati in banchina o all’interno dei furgoni, senza un metodo e senza un minimo di organizzata cernita.

L’assenza di un chiaro fabbisogno, nei massacranti turni notturni, non facilità la vita e la qualità del lavoro alle risorse coinvolte. Ognuno di loro, nella “squadra”, non sa su quale e quanta collaborazione potrà contare e soprattutto quanti turni notturni sarà costretto a ripetere per la mancata reperibilità di risorse applicabili nei turni di notte.

Questo è un aspetto che occorre risolvere nell’immediato, ne va dell’integrità e della salute di molte risorse che hanno ormai superato ogni limite di sostenibilità fisica e psicologica conseguente all’abuso che l’azienda commette nel richiedere continue e inverosimili prestazioni, alle stesse persone, di logoranti e snervanti turni lavorativi notturni.

Ci viene infine segnalata l’insufficienza di “bocche di uscita” per lo scarico e il carico di prodotto da e per i furgoni. In particolar modo il mattino, si verificano lunghe code di furgoni in attesa del prodotto che gioco forza viene ammassato, anche in questo caso, senza una programmata e opportunamente scaglionata partenza.

Da ciò ne deriva il forte ritardo nell’alimentazione finale dei CD, che più volte abbiamo segnalato e soprattutto, il grave pericolo per la sicurezza a cui vengono esposti i lavoratori coinvolti.

Auspichiamo pertanto un pronto intervento risolutivo, da parte aziendale, su tutte le questioni testé esposte riservandoci tuttavia future azioni in tema di sicurezza e di sostenibilità delle attività e delle prestazioni lavorative richieste, che al momento appaiono assolutamente” fuori controllo” e in assenza di una programmata e sostenibile leva organizzativa, finendo spesso a superare le normative imposte dal vigente CCNL.

Il Segretario Territoriale
SLP – CISL CATANIA
(Chiara Carlotta Grasso)


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