ATM obsoleti, pagano i DUP

Ci vengono segnalati da svariati territori modus operandi aziendali che, sulla scorta di unilaterali decisioni, tendono a scaricare sui DUP responsabilità di ordine patrimoniale relativamente a deficienze venutesi a determinare sugli ATM.
Si segnala, in particolare, che nonostante si siano verificate, “in contraddittorio” le giacenze iniziali (al momento del caricamento), con quadratura tra contabile e materialità, e quelle finali (al momento del successivo caricamento) con l’evidenza di ammanchi senza che, nell’arco temporale tra il caricamento e la successiva riapertura della cassaforte, si sia mai intervenuti, né sulla macchina, né sulla cassaforte l’Azienda dispone comunque l’addebito al DUP.
Questo nonostante si siano effettuate le operatività richieste dai Manuali (riscontro materialità e caricamento) in contraddittorio, nonostante siano almeno DUE le testimonianze sulla corretta operatività e sull’accertamento della deficienza rispetto a “giacenza iniziale/erogato/caricato/giacenza finale”.
Lo si fa, per decisione di una struttura centrale che monitora da remoto le macchine e conferma di “non aver riscontrato alcuna anomalia sull’operatività della macchina” e che, pertanto, rigetta qualsiasi richiesta di accertamenti e conseguente discarico di responsabilità da parte del DUP/operatore incaricato.
Il tema, purtroppo, non è neanche nuovo e si fonda sull’assunto che, in assenza di evidenti anomalie registrate da remoto, la macchina non può sbagliare. Cioè non può erogare magari due pezzi anziché uno, oppure segnalare un time out ritiro banconote e, invece, erogarle…o altro che ci sfugge. A noi, come all’Azienda. Quello che lascia perplessi e che NON ACCETTIAMO è che, pur nell’estrema fiducia nei mezzi aziendali e nella precisione dei controlli informatici (comunque da remoto…..mentre i biglietti escono a migliaia di chilometri di distanza…) la fiducia non può essere TOTALE ED ACEFALA.
Registrare una INCONDIZIONATA CERTEZZA sul corretto funzionamento di macchine, alcune delle quali, dichiarate dalla stessa Azienda obsolete (guarda caso quelle nelle quali si verificano questi “casi”) e dare VALORE ZERO alle dichiarazioni dei DUP, suffragate dai colleghi che operano in contraddittorio è inaccettabile e dà un segnale pessimo ai DUP che vengono, in tal modo sbugiardati e dequalificati.
Gli stessi tecnici intervenuti su tali macchine, ribadiscono, a più riprese, l’estrema obsolescenza delle stesse e non negano possibilità di errori da parte delle stesse…. ma “non sono autorizzati a metterlo sul verbale”…
Come dire sappiamo tutti da dove arriva l’ammanco, ma a pagarne le conseguenze DEVE essere solo il DUP.
Noi crediamo, invece, che da oggi, in Poste, “ciascuno” debba assumersi la propria parte di responsabilità. Così come fanno , da sempre, i DUP. Pensare di gestire questa Azienda con le furbate ai danni degli ultimi NON CI STA PIU’ BENE. A ciascuno il suo, perché da oggi la festa è finita.
Effettuate, pertanto, le attività previste ed i riscontri necessari , IN CONTRADDITTORIO, i DUP si asterranno dal ripianare deficienze di cassa non a loro imputabili e attiveranno TUTTI gli strumenti necessari, anche di natura legale, di concerto con questa O.S., per spezzare questa disinvolta superficialità che scarica su di essi montagne di responsabilità. Spesso non dovute, né accettabili. Come in questi casi.

Distinti saluti.
Palermo lì, 13 settembre 2017

IL SEGRETARIO REGIONALE SLP-CISL SICILIA
(Giuseppe Lanzafame)


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